veronica de martin

cosa può uno spazio — Me ne sto qui davanti ad un lungo portico con alti portali abbozzati di pietra. Alle mie spalle una stradina sterrata circondata da una ricca vegetazione verdastra. Sono le 15 di una calda giornata di giugno. Di fronte, l’interno della cava Arcari è immerso nell’ombra. Rumori meravigliosi: passi, uccelli, lievi mormorii, nessuna automobile, nessun frastuono, solo di tanto in tanto, in lontananza, il cadere intermittente di gocce d’acqua. All’interno il buio prevale, assieme ai profumi di una natura umida e di pietra bagnata. Ogni rumore esterno viene meno, si percepisce ora il suono di questo spazio, la sua temperatura, la luce sulle cose.

Colossali pilastri quadrangolari scandiscono l’alternanza di grandi sale e pozze d’acqua. In sottofondo, il gocciolio dell’acqua sulla pietra. Attorno, su ogni superficie, si apprezzano le caratteristiche del materiale: dalla struttura ricca di depositi, quali gusci, residui di conchiglie e altri organismi marini, fino alla sua particolare colorazione e porosità. È la Pietra di Vicenza  
2020

FA Fotografia dell’Architettura - link