veronica de martin

spazi sacri — “Un muro viene costruito nella speranza che in un particolare momento, la luce gli doni un attimo irripetibile”.  
A partire dalle parole di Louis Kahn, il progetto fotografico focalizza lo sguardo sull'osservazione dell'architettura al mutare della luce naturale, su come si relaziona alle superfici, ai vuoti e ai diversi sistemi spaziali di Tomba Brion. Una luce chiara, quella disegnata nell'opera di Scarpa, che mette in luce ma allo stesso tempo nasconde e taglia, isola dal contesto, mostrando un possibile modo di vedere: una realtà ai limiti dell'astrazione.
Focalizzandomi su questo tema, ho cercato di osservare con uno sguardo diverso, cogliendo diversi momenti in cui la luce, venendo modulata, attraversa i famosi solchi e gli intagli del cemento, creando composizioni quasi astratte. Lo stesso, mutando con il passare del tempo, diventa elemento di studio, impossibile da cogliere se non nell'istante fotografico, medium che lo astrae, e lo estrae, dal suo continuo mutamento  
2018.21

con CASABELLA . Atelier XYZ . Mario Ferrara